Appello delle ragazze e dei ragazzi della Rete della Conoscenza

9 febbraio 2011 17:53 0 comments

 

Il 13 in piazza per altre idee di donne, altre idee di uomini, per un’altra idea di paese! Appello delle ragazze e dei ragazzi della Rete della Conoscenza In questi ultimi 20 anni il berlusconismo attraverso lo smantellamento di scuola e università, addomesticando l’informazione e plasmando il contesto culturale, ci ha abituato al pensiero unico.   
Abbiamo imparato a guardare le cose attraverso stereotipi imposti dai mass media come quello, incarnato dallo stesso Belusconi, che promuove un’idea di virilità basata sullo sfruttamento del corpo delle donne, come oggetto su cui far valere un sistema di potere corrotto e machista. In quest’ottica è evidente come tutte e tutti siamo oppressi da una prassi politica autoritaria ed escludente, che instaura un regime di degrado culturale.

Come studentesse e studenti ci sentiamo sviliti dall’esempio di questo governo, che persiste nel fare della cultura del dominio la spina dorsale del nostro paese, ma il 13 febbraio non scendiamo in piazza solo per esprimere sdegno nei confronti del nostro premier. Il movimento studentesco, durante questo autunno, ha senza dubbio avuto il grande merito di costringere la politica a confrontarsi con le reali istanze sociali di questo paese: dalla precarietà, al futuro, dalla scuola all’università, dai beni comuni alla democrazia. 

Questi temi non sono distaccati dalla lotta contro il sessismo, perché rivendicare il diritto ad un futuro che garantisca a tutti e tutte prospettive certe, non può prescindere dalla piena realizzazione della libertà sessuale e della parità tra i generi. Crediamo che il mondo della conoscenza abbia un ruolo fondamentale nel costruire, a partire da scuole e università, una forte opposizione culturale al sessismo, attraverso la diffusione di  un’idea di sessualità realmente libera e consapevole e di un’alternativa culturale e sociale che ripensi le pratiche politiche e di partecipazione, i tempi e la produttività nel mondo del lavoro, valorizzando le differenze di genere e riducendo lo gender gap che ci colloca ancora infondo alle classifiche europee.

La risposta moralistica è che vuol dividere e colpevolizzare le donne è solo uno strumento che usa le donne per scalzare una destra indecente e sostituirla con una destra moralizzatrice. Ne sono un esempio i provvedimenti adottati da regioni come Piemonte e Lazio: dove trovano spazio, risorgendo dalle ceneri degli anni ’70, i dibattiti sull’aborto, sui consultori e sul movimento per la vita.

Queste politiche repressive nei confronti della libertà delle donne, provano a relegarle nuovamente in un’ottica puramente riproduttiva. Non accettiamo la morale come soluzione allo scempio culturale a cui stiamo assistendo in Italia, non accettiamo né vecchi né nuovi stereotipi, né divisioni tra madri e prostitute! Crediamo i diversi movimenti sociali, come quello contro il ddl Gelmini, che ha visto una grande partecipazione di studentesse e precarie, stiano dimostrando che la partecipazione politica possa essere vissuta come un’esperienza che valorizzi le differenze e costruisca un pensiero comune e delle istanze condivise.  Il 13 saremo in piazza perché un’altra idea di paese passa da un’altra idea di rapporto tra i sessi e attraverso la rivendicazione di diritti fondamentali come istruzione, lavoro, welfare che tengano conto di un’ottica di genere!  AlterEva Le ragazze e i ragazzi della Rete della Conoscenza Link – Coordinamento Universitario Nazionale Uds-Unione degli Studenti

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